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19 agosto 2016

La mia frazione (come tante altre), sempre più maltrattata, si è socialmente indebolita: ecco i perché e cosa bisogna fare.

In questo blog ho spesso parlato di politica locale, perché è da sempre una "materia" che sento vicina alle mie corde, convinto che proprio dalla politica locale possa partire quella spinta in grado di sostenere quella rete sociale e di tutela per il cittadino che gli consenta di avere una visione di opportunità vera (opportunità: per me la politica non dovrebbe pensare ad altro).

Propio per questi motivi due anni fa ruppi il ghiaccio e mi candidai alle politiche del mio paese (Castel San Giovanni) portando a casa un buon risultato, proprio con l'intento di fare qualcosa di concreto per il mio territorio: andò come andò ma fu una esperienza comunque ricca e positiva. Chi mi conosce sa quanto sia stato "onesto" il mio impegno allora e quanto poi sia sempre stato il più possibile obiettivo sul lavoro dell'amministrazione attuale ammettendo che (e non ho nessun problema a dirlo) sia stata la scelta migliore per la collettività e che stia facendo (nonostante la spending review incomba in tutti meccanismi "pubblici"), un buon lavoro.

In questi mesi non ho mai smesso di seguire gli avvenimenti che hanno riguardato il mio territorio anche se non nego di essere stato veramente deluso da alcune questioni (per chi volesse approfondire qui) che ormai per me sono acqua passata ma che mi hanno affranto non poco.

Oggi però sento e leggo cose riguardo il mio paese (mi riferisco a Pievetta e Bosco Tosca) che non possono lasciarmi indifferente; questioni gravi, tristi ma reali. 

Indipendentemente dalle strumentalizzazioni politiche messe in campo che, se da un lato sono eccessive, dall'altro almeno hanno avuto il merito di mettere in risalto alcune problematiche che da anni stanno evolvendo negativamente; i rischi che corriamo non sono di poco conto: il degrado sempre più irrecuperabile, ambientale e sociale e la ghettizzazione di pensiero correlata ad una certa idea di essere considerati cittadini di serie "B" sono sempre più presenti in noi onesti cittadini che abitiamo questi posti da più generazioni.

E' nostro dovere tutelarli, lo dobbiamo ai nostri padri, ai nostri nonni; al nostro fiume, ai nostri campi.

E' dovere delle istituzioni ascoltarci ed intervenire, con maggiori controlli e facendo rispettare le regole.

Secondo me lo stato di abbandono e il senso di sconforto giustamente presente in tutti noi è sì, da una parte, colpa di intollerabili comportamenti di qualche pseudo-cittadino maleducato e incivile, dall'altra però è dovuto alla mancanza di controlli e da una certa "latitanza" delle istituzioni che si nascondono da troppo tempo dietro ad un dito. Non facciamoci troppo abbindolare ragazzi... chiediamoci piuttosto quali politiche sociali/informative, quale partecipazione e impegno dei "politici" locali, a favore delle famiglie e anziani nativi del paese, dei bambini, delle famiglie migranti oneste e lavoratrici, sono state adottate negli ultimi venti, venticinque anni nelle frazioni, nelle aree extra urbane? Quali sanzioni e controlli invece vengono effettuati a chi occupa abusivamente case, non paga le bollette, non manda i figli a scuola o abbandona la sporcizia per strada, nei campi, lungo i canali? Allora chi mise la pulce nell'orecchio venne etichettato come scassaballe ma con i tempi che corrono (e saranno sempre più veloci) i nodi verrano sempre più al pettine.

Oggi, logicamente, le prime "incomprensioni" avvengono nelle periferie, nelle frazioni, nelle zone extra-urbane, abbandonate a se stesse sempre più ghettizzate e multiculturali ma a breve si sposteranno se non si adotteranno azioni serie e partecipative, se non si abbandoneranno per sempre stupidi slogan populisti raccatta voti e non si affronteranno le questioni con coraggio e decisione: più che altro con senso di responsabilità.

Castel San Giovanni sta subendo, che ci piaccia oppure no, profondissime trasformazioni demografiche e sociali che necessiterebbero, fin da oggi, di seri interrogativi per far fronte al "passo coi tempi" e non meriterebbe risposte alla giornata... Giusto tenere sempre alta la guardia ed esigere maggiore consapevolezza e serietà da parte delle amministrazioni, avanti così, ognuno nel suo piccolo può fare tanto.

La nascita di un comitato popolare propositivo che rappresenti Pievetta e Bosco Tosca, che metta in evidenza le nostre problematiche e che sia in grado di interfacciarsi con le varie istituzioni è oramai necessario. Ne stiamo parlando e ci incontreremo ancora per definirle modalità e regole. Questo anche per smarcarsi da certe "prese di posizioni" che forse hanno solamente fatto danni e per altresì facilitare quel salutare rapporto confronto/scontro (propositivo s'intende) tra cittadini e amministrazione. I tempi sono maturi.

Benvenute telecamere, che sono sempre cosa gradita ma ci sarebbe tanto, tantissimo altro da fare... purtroppo però le problematiche delle frazioni, a livello di consiglio comunale, nella maggior parte dei casi, non "pesano" nulla non essendo presente nessuno in grado di riportarle (ci si ricorda di noi solo in campagna elettorale? verissimo... in quel caso il numero dei voti pesa) e una nostra interpellanza arriverà sempre dopo altre (sempre se ci arriva grazie a qualche consigliere che si conosce e che se ne vuole fare carico...) questa è la cruda realtà. 

Le soluzioni stanno nella presenza istituzionale (che ha poco a che fare con i colori politici...), nei controlli costanti delle forze dell'ordine, nelle sanzioni, nelle verifiche, nelle politiche integrative, nella sana partecipazione... Il resto sono solo chiacchiere.

Occorre dunque monitorare promesse elettorali e sollecitare maggiore presenza istituzionale che tradotta in termini pratici vuole dire aver la voglia, da parte dei consiglieri, di incontrare le persone nelle vie paesane una volta ogni sei mesi per esempio, eseguire controlli catastali, garantire la presenza della polizia municipale, tornare a fare sanzioni senza paure, sollecitare verifiche da parte di Iren, migliorare le condizioni del manto stradale, del verde pubblico, dell'illuminazione pubblica... insomma ritornare a godere di quelle tutele civiche molto più facili da controllare e da ottenere in un centro cittadino che in una periferia. 

Ovvio, non scopriamo l'acqua calda, ma, come già detto, stiamo pagando colpe amministrative che per troppi anni si sono dimenticate delle periferie e che oggi, smascherate dalle evidenze, si nascondono dietro ad un dito o semplicemente rincorrono a stento.

Negli ultimi venti anni nessun amministratore ha mai pensato di coinvolgere le frazioni in nessun modo: non è ma stato ideato nessun piano di coinvolgimento, di recupero, di sensibilizzazione. Il risultato è che le frazioni, sempre più abbandonate e maltrattate, si sono socialmente indebolite. 

Apprezziamo, apprezzo, l'interessamento della nostra attuale amministrazione che, obiettivamente, sembra davvero avere riguardo dei nostri problemi (l'attuale Sindaco, mi riferiscono, è sempre molto disponibile ad ascoltarci e la sua presenza non è rara, bene così..) ma c'è ancora tanto da fare.

Con la nascita di un comitato propositivo magari si faciliterebbe l'approccio ad affrontare i problemi; cittadini e istituzioni insieme per il bene di tutti quei onesti cittadini che vorrebbero che le regole del vivere civile fossero semplicemente rispettate.

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