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20 settembre 2016

Vite esposte - Gli zoo umani d'un tempo..

Immaginate se nel corso dell'ultima esposizione universale di Milano fossero stati allestiti, a scopo di lucro, degli stand abitati, giorno e notte e per tutta la durata dell'esposizione, da singoli o piccoli gruppi di persone (anche con disabilità) di varie etnie, provenienti da ogni angolo del pianeta (se esotico e "strambo" ancora meglio..) rapite e messe in vetrina senza il loro consenso e buttate in pasto alla curiosità dei visitatori (per lo più europei e americani) della fiera.

Beh mi è piuttosto difficile immaginarlo lo ammetto.. ma quando ho scoperto che poco più di cento anni fa, nelle varie esposizioni universali in giro per il mondo, tali scenari erano parecchio ricorrenti e andavano molto di moda la cosa mi ha incuriosito troppo ed è stato per me impossibile quindi non visitare la mostra (a proposito avete ancora pochi giorni per farlo...) intitolata:  “STORIE DI VITE USATE - La diversità in mostra".


La mostra si trova presso il Museo Piermaria Rossi in Strada Romea n. 5 a Berceto, in provincia di Parma.

Semplice, ben curata e ricca di dettagli è stata davvero una bella scoperta ed un valido approfondimento sul rapporto che esisteva allora tra diversità, culture e scienze (alcune solamente teorizzate ma mai poi dimostrate..).




       


     

16 settembre 2016

Stiamo attenti

In merito a quanto successo a Piacenza l'altra notte.. Quando un lavoratore lotta per il riconoscimento di diritti fondamentali come la tutela all’assenza per malattia o per infortunio, o semplicemente per una piccola diaria per la mensa o per riuscire a stare a casa un giorno di ferie acquisite vuol dire che c'è qualcosa che non va o che si è perso qualcosa per strada stiamo attenti. Stiamo attenti perché la forbice delle disuguaglianze, la disparità di ricchezze, fra ricchi e poveri si sta sempre più allargando e certi pesi e contrappesi fondamentali stato-sociali di controllo e regolamentari si stanno troppo sbilanciando, indeboliti da una politica oramai sotto scacco dalla finanza, una sciatta politica raccatta voti e di facciata che si è totalmente disinteressata della sua prima funzione: cercare di mettere le basi per offrire opportunità a chiunque, avere una visione lungimirante. Stiamo attenti perché quando un lavoratore inizia a sentirsi inerme di fronte al sistema che lo regola e che lo ricatta in modo subdolo, giorno dopo giorno, si rischia di infrangere quelle minime tutele acquisite dopo anni e anni di battaglie. Ce le stanno togliendo tutte quelle tutele, giorno dopo giorno, sotto i nostri occhi... tutte... sotto i nostri occhi Il lavoro prima che una occupazione dovrebbe essere una crescita personale, un percorso duro si ma alla pari con la dignità personale. Perché se essa, la dignità, viene a mancare in un lavoratore, il lavoratore scompare nell'oblio della disperazione, dell'abbandono morale che è una cosa gravissima. Un giorno i lavoratori, parlo della manodopera a "basso costo", erano uniti. Oggi sono l'uno contro l'altro. Un giorno tutta la Piacenza del lavoro, la mattina dopo, sarebbe scesa in piazza. Oggi ognuno guarda al proprio orticello e se va male si spera che non vada peggio: se si scrutano sul ciglio della strada una quindicina di lavoratori con un cristo di megafono in mano e un cazzo di cartellone in cerca di attenzione pochi onestamente si chiedono per cosa stiano lì, per cosa lottino, giorno e notte, sotto il gelo o il caldo ma un motivo ci sarà e non sarà di certo una boiata. E se fanno del casino sarebbe bene ricordare che forse non lo fanno per piacere ma perché è l'unico modo per farsi in qualche modo ascoltare visto che nessuno più li ascolta o meglio li rappresenta perché paradossalmente divenuti "scomodi" e che sono gli "ultimi", molto spesso, a non avere più un filo di voce dopo anni di urla incazzate, inascoltate e umiliazioni. Almeno c'è chi ancora ha le palle di protestare a testa alta e le mani sporche.. davanti a una becera politica dello struzzo.

12 settembre 2016

Salento d'aMare in bici 2016 - Giro del Salento - Introduzione

Questa estate ho cicloesplorato il Salento e questi racconti che ho preparato in queste settimane ve lo vogliono raccontare, a modo mio.

C'è voluto un po' di tempo prima che uscisse una sola lettera ma eccoci qua. Sapevo che sarebbe prima o poi arrivato il "momento" per iniziare a raccontare e finalmente è arrivato e come un fiume in piena, come mi capita sempre dopo un viaggio importante, l'ho sentito scorrere dentro di me e non c'è stato nulla che ha potuto fermare la voglia di scrivere, raccontare, condividere...

Questo che state leggendo ora è un post d'introduzione, al suo interno, se vorrete, troverete collegamenti a vari post, perché le cose da raccontare sono state tante, tantissime o meglio: diciamo che forse le emozioni che mi sono lasciato alle spalle, chilometro dopo chilometro, curva dopo curva, frisa dopo frisa, sono maturate a tal punto che ho dovuto dividerle nella giusta maniera per non correre il rischio di disperderle...

Spero siano racconti graditi e che riescano in qualche modo a incuriosire qualcuno e, perché no, offrire quella spinta finale che permetta di partire.. senza timore..  verso il Salento e se sarà con la bicicletta ancora meglio!

Perché cicloesplorare il Salento?

Io l'ho fatto per vari motivi: il primo? è perfetto da pedalare, da "cicloesplorare".

Vi basteranno pochi giorni, un minimo di allenamento, una bicicletta mediamente robusta e il coinvolgimento è assicurato. Non mi piace parlare tanto di divertimento per un cicloviaggio.. ne ho oramai fatti abbastanza per sapere che il divertimento c'è (ci mancherebbe) ma è qualcosa di molto più secondario che tutto il resto. Il coinvolgimento matura pedalata dopo pedalata e spesso non ha bisogno di molte risate, anzi. Un cicloviaggio è una scoperta continua ma è soprattutto fatica, adattamento, voglia di scoprire. E' capirsi, respiro dopo respiro, dolorino dopo dolorino, cigolio dopo cigolio. E' soffermarsi lentamente sulle cose che vedi-assapori-ascolti e che spesso s'intrecciano con le tue, di cose, che hai nella testa, fin da prima della partenza e che, in un modo o nell'altro, devi riuscire a metterle in pace. D'altronde sei partito per questo: per metterti un po' in pace no? La strada è la tua salvezza. Poi c'è tutto il resto ovvio: le bellezze del paesaggio lento che scorre davanti a te, come in un film; gli incontri con le persone, i sapori...

Il secondo motivo dipende dal fatto che, come al solito, quando m'incuriosisce una cosa non sono di certo il tipo che se la fa raccontare; e visto che ero, sono, circondato di persone che non facevano, fanno, altro che parlarmi di quanto è bello il Salento (.. a proposito grazie!) perché non andarmelo a vedere di persona no? E così ho fatto!

Sorrido e penso.. c'è forse un momento nella vita.. che ti parlano di Salento. Finché decidi un giorno, abituato come sei, di andartelo a vedere.. e pedalarlo, con i tuoi occhi, usando solo le tue gambe, per assaporarlo al cento per cento; per vedere se è tutto vero.

Beh.. è tutto vero!

E se poco prima di partire non credevi all'odore delle pinete capaci di abbindolarti verso il mare, alla striscia di terra rossa tagliata sul ciglio della strada dalla tua bici, al mare color turchese che ti vuole a tutti i costi, alla spontaneità della gente che prima ancora di incontrare la sei; a tutti i sui colori, venti e sapori.. dopo averla pedalata per trecento chilometri beh.. sei costretto a crederci per davvero.

Ci credi, ci sogni sopra, ci tornerai.



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CICLOESPLORAZIONE IN SALENTO 2016 
Clicca semplicemente sopra al link: i post si visualizzeranno in un'altra finestra..







07 settembre 2016

Giro del Salento in bici - Qualche consiglio

Vuoi fare il giro del Salento in bicicletta? Questo post potrebbe aiutarti!

Dopo aver dato qualche consiglio su come organizzare un cicloviaggio lungo il Delta del Po, o attraversare lo storico Ring of Kerry irlandese, oppure seguire la tratta che porta da Parigi a Londra (ma spulciando il blog potrete trovare anche info sul giro del Lago di Garda, il mio primo cicloviaggio datato 2012, o l'affascinante percorso che mi portò fino al Faggio di San Francesco lungo la via francigena...) stasera è con molto piacere che vi consiglio un nuovo cicloviaggio da intraprendere: il giro del Salento!

Spero che questo post, come tutti gli altri legati ai miei cicloviaggi/cicloesplorazioni, possa essere utile a qualcuno che magari è intenzionato a "cicloesplorare" il Salento. Fatelo, se non in bici, con quello che volete. Ma fatelo.

É un territorio adatto per gli amanti del mare, della campagna, della storia, della cultura e delle tradizioni culinarie!


Dopo questa breve guida tecnica, se vuoi leggere altri racconti relativi alla mia cicloesplorazione in Salento clicca semplicemente a questo link.


DOVE

Il Salento noto anche come penisola salentina, è una regione geografica italiana coincidente con la parte meridionale della Puglia, tra il mar Ionio a ovest e il mar Adriatico a est. Costituisce il tacco dello stivale italiano.


COME ARRIVARE

Personalmente ho optato per la scelta "meno intelligente": arrivarci in auto! Ma ho dovuto tener conto di alcune cose e fatte le mie giuste valutazioni ho preferito così. Sono partito dunque da Piacenza, caricando la mia bici e tutto quello che mi serviva sulla mia mitica Qubo, e ho raggiunto la casa di un amico di Galatone che me l'ha gentilmente "prestata". Gelatone è una cittadina a pochi chilometri da Gallipoli. Qui ho dormito la prima notte per partire ufficialmente con la bici la mattina seguente. Essendo poi un cicloviaggio circolare, dopo quattro notti a girovagare per tutta la costa salentina ho fatto ritorno a Galatone. Da Piacenza il viaggio è durato circa nove ore. Ho avuto l'impressione di arrivare in Puglia abbastanza facilmente peccato che non avevo mai guidato in Puglia.... ma quanto è lunga... infinita ahahah!

In alternativa potete raggiungere il Salento in questi altri modi:

BAGAGLI ATTREZZATURA

Rispetto al mio precedente viaggio, intrapreso con tenda e fornello, l'ampia scelta di sistemazioni e ristoraggio mi hanno fatto preferire il classico modello Kharakorum Vaude, dotato di borsa centrale, e la classica borsa anteriore senza quindi dotarmi di tenda e fornello. Ho affrontato anche questo viaggio con la mia inseparabile Teresina Specialized tricross.



TAPPE - PERCORSO



Il percorso è semplice e molto suggestivo. Non preoccupatevi del chilometraggio (50-60 chilometri a tappa...). Nemmeno da un punto di vista altimetrico dovete preoccuparvi, è quasi totalmente pianeggiante. L'unica "salita" se vogliamo chiamarla così... o zona degna di spingere un po' sui pedali è il tratto che da Marina di Leuca sale al santuario, seguendo poi per la prima parte della costa adriatica: pochi chilometri alla portata di tutti comunque, non preoccupatevi: godetevi il fantastico paesaggio!

Le due coste (versante ionico e versante adriatico) che attraverserete sono molto diverse una dall'altra e questa cosa l'ho trovata fantastica! Sarà bellissimo, nel giro di pochi chilometri, passare da un paesaggio basso sabbioso (versante ionico) a un paesaggio alto e roccioso( versante adriatico). In generale il Salento vi stupirà per le sue insenature con morbide spiagge sabbiose, basse rocce con accesso diretto al mare o alte coste precipiti che a volte aprono ad autentici fiordi in miniatura, traforate da decine di grotte, fronteggiate di tanto in tanto da scogli, faraglioni, isolotti: insomma un autentico paradiso naturalistico!

Attraversare tutto ciò in bicicletta è stata pura poesia per lo spirito.

Abitando in pianura padana (grrrr) il desiderio di vedere e assaporare il mare era ed è come sempre troppo grande per non fare tutta la litoranea (quando mi ricapita?!) decidete voi da dove iniziare, se partire dal versante ionico o adriatico. Detto questo sono convinto che un grande fascino lo conserva senza dubbio anche l'entroterra, nella campagna salentina, sulle “serre” che costeggiano il mare, seguendo idealmente la strada che collegava in passato gli antichi centri messapici di Alezio e Ugento con Leuca. Il percorso è un continuo saliscendi sulle colline, le pendenze non sono impegnative. O anche da Lecce fino al cuore della Grecìa salentina costeggiando la ferrovia dove lungo il cammino ho letto che è facile imbattersi in diversi menhir, testimoni dell’antica colonizzazione di questa parte d’Italia.. eehh (sospiro) chissà un giorno!

Basta sognare ad occhi aperti.. arriviamo al mio fantastico giro in solitaria per il Salento: ecco le tappe che ho intrapreso!

1) Gallipoli - Leuca - 55Km
2) Leuca - Otranto - 55km
3) Otranto - Lecce - 50Km
4) Lecce - Gallipoli - 55Km

Per un veloce consultazione cartografica sul percorso da intraprendere (litoraneo, paralitoraneo o Grecia Salentina..) e su cosa c'è da vedere durante le varie tappe vi consiglierei questo semplice link

QUANDO ANDARE?

Evitare in assoluto Agosto. Il Salento, come tutti sanno, negli ultimi anni ha subito un vero e proprio boom turistico che l'ha portato a diventare meta ambitissima (ahimè con tutti i suoi pro e contro...) per milioni di persone italiane e straniere. In agosto la popolazione aumenta esponenzialmente e le località più famose ma anche l'entroterra (tutto da scoprire) sono letteralmente prese d'assalto. Trovare un posto per dormire diventa difficile, i prezzi raddoppiano ed il caldo (anche se sempre ventilato) si fa sentire. Detto questo cicloesplorare il Salento si può fare tutto l'anno, anche d'inverno (chissà che fascino...), ma personalmente consiglierei di andarci da metà di giugno fino a luglio, o anche da settembre in poi. D'altronde pedalare in Salento và fatto con "lu sule lu mare lu ientu" addosso!

DOVE ALLOGGIARE

Da primavera a fine settembre la scelta è infinita. Trovate tutto ciò che volete (con il rischio "agosto" per le cose descritte poco sopra..). In inverno si crea forse il problema opposto ma dubito farete fatica a trovare una sistemazione da qualsiasi parte. Molti esercizi lungo la litoranea saranno chiusi, dopo la stagione estiva, ma non ci sono dubbi che il grande boom turistico ha favorito se non migliorato l'ottima rete turistica che ormai dura tutto l'anno.

COSA ESPLORARE, CON GLI OCCHI E LO SPIRITO...

C'è davvero l'imbarazzo della scelta. Non saprei da dove iniziare. Faccio un giochino allora: cercherò, con poche singole parole, di raggruppare tutto ciò che potete incontrare in Salento. Per dire... a me ha colpito e interessato molto l'aspetto mitologico che ignoravo totalmente. Il Salento è ricchissimo poi di luoghi più o meno conosciuti leggendari-popolari. Questa cosa mi aveva davvero entusiasmato. Ma potete perdervi ed ubriacare lo spirito di paesaggi, cibo, archeologia, città, rosati, musica popolare, dialetto, proverbi, sorrisi di donne, ventate di mediterraneità, colori, profumi, centri storici, bontà umana. Ecco cosa offre il Salento.

A parer mio la migliore guida in circolazione relativa al Salento è questa




CIBO E BEVANDE

Anche in questo caso l'offerta è meravigliosa! Personalmente amo la frisa (o frittella). E poi un calice di Primitivo.. mi ricordo una sera ad Otranto perso nelle sue vie abbastanza brillo di Primitivo e che meraviglia!

Non mi sento di consigliarvi nulla di particolare non essendo esperto... ma ho assaggiato:

Cecamariti, la Scapece gallipolina, il mitico Pizzo Leccese (assaggiato in centro a Lecce in una bottega storica gestita da gente eccezionale...), ovviamente la Frisa, Orecchiette con le cime di rapa, cozze tarantine poi la Taieddra (si scrive così?) e se non ricordo male il polpo in insalata....

Birra? Mi è piaciuta molto la Terrona (scovata in centro a Lecce, artigianale e venduta solo in bottiglia).

Va bene.

Meglio proseguire và ahahah!

SICUREZZA

E' forse uno dei pochi tasti dolenti per un cicloviaggiatore che decide di pedalare in Salento. Ovviamente anche in questo caso tutto dipende da che strade si percorrono e dalla stagione che si sceglie: la litoranea in agosto è molto pericolosa per l'elevato traffico, anche le super strade e provinciali. Diciamo pure che di bici.. come dire.. se ne vedono poche in giro. Occorre attenzione: alcuni salentini hanno il piede caldo quando guidano mettiamola così ahah.. ma con un po' di attenzione grossi rischi non ce ne sono. Io particolari problemi non ne ho avuti se non appunto quella di vedermi a volte scheggiare al mio fianco auto in sorpasso ad elevata velocità.. in strade parecchio strette. La strada è di tutti, automobilisti, pedoni, ciclisti, motociclisti... spesso la gente se lo dimentica.

CLIMA

Caldo, poco umido e ventoso. Una goduria unica, perfetta per pedalare.

QUALE BICICLETTA USARE

Credo di non sbagliarmi nell'affermare che può andare bene di tutto. Le strade sulla litoranea sono ben curate. Io, come al solito, ho optato sulla mia mitica specialized tricross: al suo sesto cicloviaggio e allestita in modo esagerato... troppo per un viaggio che, volendo, con un po' di organizzazione, una buona "Graziella" e  uno zaino è fattibilissimo da fare credetemi!

COSTI

Tralasciando il fattore "Agosto" abbordabili e molto onesti. Sia per quanto riguarda l'alloggio che il ristoro.

CONCLUSIONI

E' stato un cicloviaggio esaltante per innumerevoli motivi. Pochi giorni prima di partire sono stato titubante per alcuni motivi personali... ma la voglia di avventura, di sole e di esplorare questa terra così "mitica" (nel vero senso del termine) e passionale è stata fortunatamente più forte di mille cavolate per la testa e oggi posso dire che è stato magnifico esplorarlo. Spero un giorno di poterci ritornare. Spesso del Salento si parla solo o quasi esclusivamente per la sua vita notturna, correlata a locali diventati oramai simbolo della "movida" giovanile... che sicuramente ci stanno e fanno, se vogliamo, parte del gioco ci mancherebbe ma, sinceramente, quanto sono forzate certe cose? Molti stabilimenti lungo la costa vicino a Gallipoli, per esempio, travolgono le estati di tantissimi giovani, ignari, ahimè, che fuori da quelle recinzioni e senza un bicchiere in mano, il vero Salento li coinvolgerebbe con tutta la sua bellezza tramortendoli di flusso vitale. Perché il vero Salento non è quello. Il Salento lo si trova facendosi accarezzare il viso in silenzio osservando i faraglioni di Torre Sant'Andrea, tuffandosi nella grotta della Poesia, perdendosi camminando per le strade di Otranto, scendendo alla Zunzulosa e perché no, scoprendo la sua leggenda vantandosi poi di poterla guardare per sempre con occhi diversi... o facendo il bagno nella oasi nascosta di porto Selvaggio. Il Salento è nella sua sabbia rossa che vuole invadere a tutti i costi la strada, immerso negli ulivi ad ascoltare le cicale impazzire, è negli sguardi sbalorditi nel vedere Lecce e in quelli di donne meravigliose riflessi nella luce del mare turchese. Nei sapori del cibo genuino e appena fatto e nella voglia di vivere, nonostante tutto.

Ecco un ultimo video e alcune foto... un abbraccio e al prossimo cicloviaggio!!

Buon viaggio!



FOTO

 




























































































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